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Trentino zero emission

Il pianeta corre verso l’incognita inquietante dei cambiamenti climatici. L’uomo lo insegue con misure a lungo termine per gli anni 2030, 2040 e 2050. 
Chi arriverà primo?
Il Trentino fa la sua parte oppure l’azione politica è troppo lenta e superficiale nel fare i conti con le varie tempeste Vaia ed i fenomeni anche di questa estate sempre più fuori controllo?
Dopo questo articolo giudicherete voi, chi arriverà primo…

Trentino zero emission

Trento: non cambiare politica
TRENTINO ZERO EMISSION
Verso le rinnovabili e l’efficienza energetica

Anche se i primi segnali dell’attuale politica provinciale sembrano poco orientati alle misure di contrasto dei cambiamenti climatici, la Provincia era già impegnata in progetti molto innovativi nel settore delle rinnovabili e della efficienza energetica.
Prima che i disastri ambientali sconvolgano veramente il nostro standard di vita, sarebbe il caso che tutte le coscienze diventassero “verdi” affinché – nel nostro piccolo – gli argomenti come: zero consumo di suolo, zero CO2, economia circolare ed altri comportamenti virtuosi diventassero inderogabili pratiche quotidiane.
È con questo auspicio che ritorniamo all’argomento del nostro titolo “Trentino Zero Emission”.
L’obiettivo non è certo a portata di mano e non verrà conseguito nell’arco di una generazione.

Proprio per questo cerchiamo di conoscere gli obiettivi provinciali fino a questo momento.
Fin dal 1979 il Trentino si è dotato di uno strumento pianificatorio settoriale, definito “Piano energetico ambientale provinciale”.
Gli obiettivi in materia di energia sono stati poi rafforzati con la legge del 2010 “Il Trentino per la protezione dell’ambiente”, proprio con l’obiettivo di raggiungere l’autosufficienza energetica entro il 2050 puntando sul contributo delle fonti rinnovabili interne all’obiettivo “Trentino Zero Emission”.
I risultati in Provincia non si sono fatti attendere e nel 2015 la quota dei consumi finali lordi di energia coperta da fonti rinnovabili è risultata del 43,2%.
Con la manovra di assestamento di bilancio 2016-2018 le risorse pubbliche messe a disposizione sono passate da 1 a 2 milioni di euro: il sostegno economico è quindi stato rafforzato attraverso la sottoscrizione di un protocollo d’intesa tra i soggetti coinvolti nella filiera del risparmio energetico dei condomini.
Sono quindi stati anticipati al 2016 gli obblighi per gli edifici di nuova costruzione per il raggiungimento degli standard NZEB (Near Zero Energy Building) rispetto alle tempistiche stabilite a livello nazionale (2019 per il pubblico e 2021) per i privati.
Un altro significativo ambito di intervento riguarda l’introduzione – con delibera 1008 dd 13.06.2016 – del catasto degli impianti termici civili attraverso il software SIRE e nel contempo la definizione delle disposizioni per il controllo degli impianti.
Nel 2015 è stato approvato un protocollo per promuovere ed incentivare l’uso di veicoli ecosostenibili ed in particolare dell’alimentazione elettrica.
Nel 2016 è stato costituito un tavolo tecnico per la biomassa legnosa ed il monitoraggio della domanda ed offerta del cippato in Trentino.
Nel 2017 la Giunta Provinciale ha adottato il PPME (piano provinciale per la mobilità elettrica) con un sistema di incentivazione fino al 2025 (al costo di 27,7 milioni) per installare le colonnine di ricarica pubbliche o private, per l’acquisto di veicoli elettrici nonché per l’acquisto di biciclette e cargo bike a pedalata assistita.
Il Trentino è la provincia pilota per definire una modalità alpina di pianificazione del territorio in ambito energetico per un approccio di governance multi-livello.
Con l’obiettivo di conseguire la decarbonizzazione saranno definite politiche energetiche fino al 2030 attraverso un protocollo d’intesa tra Provincia, Università degli studi di Trento, fondazione Bruno Kessler e fondazione Edmund Mach.

Se queste sono le strategie messe in campo dalla Provincia per contrastare i cambiamenti climatici, altre decisioni dovranno essere assunte per un piano globale della ecosostenibilità.
Tra queste avranno un valore primario la formazione di una coscienza e consapevolezza individuale partendo proprio dalle scuole. Inutile ignorare che – invece – proprio le scuole sono spesso centri di pessimo esempio con mozziconi di sigaretta sugli spazi antistanti, rifiuti sparsi per terra e comportamenti ben lontani dal prefigurare un cittadino attento alla coscienza della piccola Greta, osannata nelle oceaniche manifestazioni di piazza ma, nei fatti, ben poco imitata.